A BOSTON PIACE IL FESTIVAL DELL’ARCH. BAGLIONI: “CLAUDIO MITO DELLA MUSICA, SANREMO IL NOSTRO PEZZO D’ITALIA”

IN BARBA AL FUSO ORARIO E AGLI IMPEGNI DI LAVORO, I NOSTRI CONNAZIONALI NON TRADISCONO LO STORICO APPUNTAMENTO. RON E MARIO BIONDI AMATISSIMI. IL MAESTRO PASQUALE GENTILE: “ORNELLA VANONI CON AVITABILE E SERVILLO HANNO REGALATO L’ESSENZA DELLA MUSICA. SANREMO IL FESTIVAL PIU’ CONOSCIUTO AL MONDO”.

Grandi ascolti, le voci più belle d’Italia come ospiti, la gara, l’architettura di Claudio Baglioni, la bravura di Pierfrancesco Favino, la bellezza di Michelle Hunziker, ma soprattutto quel legame con l’Italia che come ogni anno diventa più forte ed emozionante durante la settimana di Sanremo. Gli italo-americano di Boston promuovono a pieni voti il Festival di Claudio Baglioni, per la qualità delle canzoni in gara, ma soprattutto per quel filo mai spezzato con la propria terra. In barba al fuso orario, agli impegni di lavoro e alle difficoltà di sincronizzazione con la diretta dall’Ariston, la comunità di italiani presenti a Boston non teme ostacoli. Quando in TV c’è il Festival di Sanremo è come vestirsi con un pezzo di tricolore. La canzone italiana per un italiano non è solo canzone, ma una seconda pelle. Quest’anno in particolare pare che i brani in gara abbiamo suscitato particolari emozioni tra i nostri connazionali da anni residenti a Boston. Gino Federico, abruzzese trapiantato a Medford in Massachusetts, ha apprezzato il grande parterre di ospiti scelto da Claudio Baglioni che ha dato quell’accento ancora più forte a Sanremo 2018. La canzone di Ron è la sua preferita. Basta chiudere gli occhi per ricordare il grande Lucio Dalla. Gli fa eco Ricky Antonellis da Boston: “Il Festival è sempre una grande emozione: molto brava la Hunziker, Baglioni ha confermato di essere un mito indiscusso della musica italiana. Assistere al Festival, anche se in un orario diverso dal nostro a causa del fuso orario, riesce a trasmettere ugualmente la stessa emozione, l’appartenenza e quel sapore di casa che neanche migliaia di chilometri riescono a disperdere”.

Chi da anni fa la spola tra Italia ed America in nome della musica è il Maestro Pasquale Gentile, decano del contrabbasso, casertano di nascita, ma di casa in quel di Boston, dove nel corso degli anni ha saputo approfondire la cultura musicale a stelle e strisce, senza dimenticare le sue radici. “Sanremo continua ad emozionare? La risposta è si, e continuerà a farlo e non solo all’interno degli italici confini. Lo dimostrano le bellissime canzoni di Ron, Ornella Vanoni, Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Mario Biondi. Noi italiani – afferma il Maestro Gentile – possiamo commentare non soltanto le partite di calcio, ma da veri competenti anche le canzoni. Il Festival è da sempre seguito ovunque, dal Madagascar al Polo. Per non parlare di quanto ho constatato personalmente in Russia durante alcuni concerti. “L’Italiano” di Toto Cutugno e “Felicità” di Al Bano e Romina sono degli autentici anni nazionali. In America, il Festival di Sanremo è materia di discussione, ci si ritrova nei bar per parlare della gara e del cast. La musica – concludono gli italiani di Boston – non è solo una materia. La musica è la trasmissione di uno stato d’animo. Un istante che racchiude milioni di melodie, e per chi la studia è un privilegio. Sanremo ha sempre rappresentato la tappa più importante per chi si occupa di musica”.

servizio a cura di Vincenzo Lombardi – foto di Carlo Capodanno

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