ADDIO A DON ANTONIO, INIMITABILE ‘BOSS DELLE CERIMONIE’. IL RICORDO DEL REGISTA BRUNETTI (ASCOLTA AUDIO)

ALLA SOGLIA DEGLI 80 ANNI SI ERA RITROVATO DIVO TV, RICHIESTO PER FESTE E SERATE COME I TRONISTI DELLA DE FILIPPI. AVEVA LA QUINTA ELEMENTARE, MA IN AMERICA HANNO STUDIATO IL SUO “BUSINESS FAMILY”. LA B&B FILM: “SPERIAMO SI POSSA CONTINUARE A FARE TV NEL SUO CASTELLO. HA REGALATO TANTA FELICITA’…”

Stavolta il lieto fine ad effetti speciali non c’è stato. Antonio Tobia Polese è morto giovedì 1 Dicembre all’eta di 80 anni. Per tutti era don Antonio, capo e figura carismatica del Castello “La Sonrisa” di Sant’Antonio Abate, regno delle feste principesche, dei matrimoni esagerati, dell’ingresso con le carrozze, delle ‘fazzolettate’ e delle interminabili esibizioni di neomelodici. Da circa tre anni era diventato ancora più popolare ed amato grazie alla serie televisiva “Il Boss delle Cerimonie” in onda su Real Time, capace di raggiungere numeri impressionanti (4% di share, quasi 900mila spettatori, trend topic sui social). Grazie al reality incentrato sulla famiglia Polese e la loro arte di allestire banchetti e pranzi extra large, don Antonio si era ritrovato, alla soglia degli 80 anni, divo e beniamino del tubo catodico e richiesto come i tornisti di Maria De Filippi per serate, feste e raduni. Le sue camicie di seta, le sue giacche a tre quarti, il suo originalissimo vocabolario, la sua passione per la carne, i cavalli, le sfogliatelle e soprattutto la meticolosità e la passione che metteva nell’accogliere ogni singola coppia, aveva colpito trasversalmente il pubblico nazionale. Il Castello era la sua vita e c’era chi era disposto a traversate di centinaia di chilometri pur di ascoltare il suo augurio, diventato una sorta di benedizione laica: “possiate essere felici per altri cento anni con tutto quello che il vostra cuore desidera…sempre in buona salute“.

Stavolta la salute lo ha tradito. Un ennesimo scompenso cardiaco a termine di due mesi trascorsi tra ricoveri, cure e controlli. Sembrava avesse superato la fase delicata, ma al vecchio leone amico fraterno di Mario Merola, non è riuscito l’ultimo colpo di coda. Lo piangono migliaia di fans attraverso la ‘rete’, si mescolano i ricordi sui tantissimi VIP ospitati nel suo Castello (Lucio Dalla, Sophia Loren, Albano, Diego Maradona), mentre lo omaggiano le più importanti testate televisive e radiofoniche, rapite nelle ultime stagioni dal sorriso e dalla bontà di un personaggio unico nel suo genere, acclamato anche in America per il suo “business family“. Si chiude la lunga storia di don Antonio, spesso segnata anche da controversie giudiziarie, ma sempre costellata dall’incondizionato amore della sua gente.

Poche ore dopo l’amara notizia della scomparsa di don Antonio Polese, abbiamo raggiunto Raffaele Brunetti, regista de “Il Boss delle Cerimonie“, l’uomo che di fatto, con la sua casa di produzione (la B&B Film), ho fatto uscire don Antonio dai salotti kitsch de “La Sonrisa” per condurlo nelle case degli italiani, con la geniale idea della serie TV. Raffaele Brunetti intervenuto su New Radio Network all’interno del programma “Tutti i colori della radio“, ha ricordato i tanti momenti belli vissuti con il “Boss” (la gita a Capri su tutti) e con rinnovata speranza ha voluto già proiettarsi verso il futuro augurandosi che l’esperienza televisiva al Castello, possa trovare un adeguato seguito con nuove idee e contenuti. “Con te sono stati anni di allegria. Ci hai regalato tutto quello che il nostro cuore desiderava. Grazie Don Antonio, buon viaggio“, questo è stato il messaggio postato sulla pagina Facebook della B&B Film.

servizio a cura di Vincenzo Lombardi

CLICCA SU PLAYER ED ASCOLTA L’INTERVISTA A RAFFAELE BRUNETTI, IL REGISTA DE “IL BOSS DELLE CERIMONIE”

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