ERMAL E FABRIZIO: IL TRIONFO PIU’ SCONTATO. FAVINO DA BRIVIDO, LO STATO SOCIALE RIVELAZIONE, RON EMOZIONE

LE DELUSIONI ARRIVANO NELLE ZONE PRE-PODIO CON IL QUINTO POSTO DELLA VANONI E IL QUARTO DI RON, APPARSI UN POCHINO AVARI. FAVINO E LA MANNOIA COMMUOVONO LA PLATEA. INIZIA L’ALTRO FESTIVAL CON I DATI DI CLASSIFICA E RADIO. E’ IL TRIONFO DI CLAUDIO BAGLIONI. UNICA PECCA: IL MANCATO OMAGGIO A DOMENICO MODUGNO A 60 ANNI DA VOLARE

La Messa cantata è servita. Tutto come doveva andare senza il minimo pathos, al massimo qualche delusione.Con Laura Pausini protagonista assoluta fuori e dentro l’Ariston e Fiorello che ricambia la visita “telefonica”, sono Ermal Meta e Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente i vincitori della 68esima edizione del Festival di Sanremo. Il duo, formatosi in occasione di questo Festival e alle prese con album e tour da ‘singoli’, ha immediatamente annunciato di voler rappresentare l’Italia all’EuroVision Song Contest di maggio in Portogallo. Al secondo posto Lo Stato sociale con Una vita in vacanza, terza Annalisa con Il mondo prima di te, canzone che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi giorni. Ecco il podio con, al primo posto, i protagonisti dell’unico caso di questo Baglioni Festival grandi ascolti che ha tenuto banco per i primi giorni del festival. “Nessun senso di rivalsa, solo tanta felicità” hanno dichiarato i vincitori subito dopo l’annuncio in TV nell’ultima lunga notte festivaliera. “Non abbiamo mai pensato ai pronostici, se ci avessimo pensato saremmo entrati in ansia da prestazione”, dice Meta. “E’ un palco che fa paura – aggiunge Moro –  ma quando vai su un palco pensi a fare quello che sai fare. Io ho cominciato a salire sul palco quando avevo sedici anni, ora ne ho quarantatré”. Undici anni dopo la vittoria stratosferica di “Pensa”, Fabrizio Moro ritorna sul gradino più alto del podio. Un Sanremo 2018 molto romano: Moro e Mirkoeilcane (il vincitore del Premio della Critica tra le Nuove Proposte) sono della Garbatella, Ultimo (vincitore dei Giovani) di San Basilio.  Fabrizio Moro ha dedicato la vittoria al figlio Libero.

Vincitori morali di questa edizione sono indubbiamente i bolognesi Lo Stato Sociale. Non è stato solo il successo della nonnina che balla (Paddy Jones, 83 anni), ma di tutto il gruppo che ha saputo contaminarsi con una realtà diversa dal loro habitat naturale e fare il verso (con il dovuto rispetto) al Rino Gaetano dei tempi migliori. Le altre posizioni della classifica vedono l’ultimo posto di Elio e Le Storie Tese, di per se una notizia per un gruppo che al Festival ha sempre lasciato il segno. L’ultimo atto della loro carriera non è stato dei migliori nonostante i travestimenti la verve non è stata quella dei giorni migliori. Dodicesimo posto per Avitabile-Servillo che, forse, non hanno lasciato il segno che era nell’aria alla vigilia. Undicesimo posto per Le Vibrazioni che, al momento, godono di una buona rotazione radiofonica. Settimo posto per Luca Barbarossa che può considerare il suo Sanremo davvero soddisfacente.  Nono posto per i The Kolors che hanno affermato di non voler abbandonare l’italiano nei loro testi ipotizzando in un futuro molto remoto anche un approccio con il dialetto madre: il napoletano. Le delusioni arrivano nella zona pre-podio con il quinto posto del trio Vanoni-Bungaro-Pacifico, sempre premiato dalle votazioni nelle prime due esibizioni, al quale si aggiunge il quarto di Ron che sfiora un podio che avrebbe più che meritato con la sua bellissima “Pensami”.

Va in archivio il Festival dell’architetto Claudio Baglioni, massacrato alla vigilia per aver scelto un cast poco forte dal punto di vista mediatico e per aver abolito le eliminazioni. Il risultato? Cantanti in gara più rilassati con “fame” di palcoscenico e ascolti paragonabili solo a quelli di venti anni fa, praticamente la preistoria della televisione. Diciamo che i lunghi festeggiamenti per i 50 anni di carriera dell’autore di “Piccolo Grande Amore” sono iniziati nel modo migliore. Nei prossimi mesi il tour e il nuovo album faranno continuare la Baglioni-mania. Sicurezza e affidabilità hanno dimostrato la bella Michelle (forse il miglior giro di abiti visto all’Ariston nell’ultimo decennio) e soprattutto Pierfrancesco Favino, un autentico mostro di bravura, che potrebbe tranquillamente aggiungere la televisione ai suoi impegni teatrali. Proprio dal teatro è arrivato il gioiello dell’ultima serata: La notte prima della foresta di Koltés appena andata in scena al Teatro Ambra di Roma. Storia di estraneità, diversità, esclusione che Favino interpreta con le lacrime agli occhi. Sul finale, l’ingresso di Fiorella Mannoia e Claudio Baglioni per intonare insieme “Mio fratello che guardi il mondo“. E la commozione contagia anche Baglioni. Incompressibile il mancato omaggio a Domenico Modugno che per tutta la durata del Festival è stato quasi un oggetto misterioso a 60 anni esatti dal trionfo di volare  

GLI ALTRI PREMI DI SANREMO 2018 – Ron è il vincitore del Premio della critica “Mia Martini” della sezione Campioni. Il Premio “Sergio Endrigo” per la migliore interpretazione va a Ornella Vanoni mentre il Premio “Sergio Bardotti” della giuria degli esperti è stato assegnato a Mirkoeilcane. Va invece a Max Gazzè il Premio “Giancarlo Bigazzi” per la migliore composizione musicale assegnato dall’orchestra del festival. Ai vincitori del Festival va anche il Premio “TIM” per la canzone più scaricata durante la settimana di Sanremo.

servizio di Vincenzo Lombardi – foto di Carlo Capodanno

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