FIORELLO E FAVINO MATTATORI. ORNELLA VANONI INCANTA, LO STATO SOCIALE FA CENTRO CON LA NONNINA. LA CLASSIFICA PARZIALE

IL FESTIVAL PARTE CON IRRUZIONE SUL PALCO NONOSTANTE UN ARISTON SUPER BLINDATO. PARECCHIE SBAVATURE PER MICHELLE, UNICA NON DEBUTTANTE, MA CON QUELLA SCOLLATURA… AVITABILE E SERVILLO RELEGATI A NOTTE FONDA. RON E GAZZE’ EMOZIONANO. BAGLIONI SI AUTOCELEBRA, MA LA SUA KERMESSE SUPERA I PRIMI ESAMI. ALL’INTERNO LA CLASSIFICA DELLA DEMOSCOPICA E TUTTO IL PROGRAMMA DELLA SECONDA SERATA.

E tre! Per la terza volta il Festival di Sanremo diventa cassa di risonanza per i problemi del Paese, della gente comune alla quale, forse, importa poco di elezioni e canzoni, ma pretende una ripresa seria e veloce. Era già accaduto con Pippo Baudo nel 1995 (il mitico tentato suicidio della balaustra), nel 2014 con Fabio Fazio (gli operai del Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta) e dopo quattro anni, con un servizio d’ordine spaventoso e metal detector in ogni dove, uno sconosciuto irrompe durante i primi vagiti di Sanremo 2018 pretendendo di parlare con il Presidente della Repubblica, con Fiorello stupito, ma non sorpreso (“lo avevo detto che non dovevo venire…”).

Il “Baglioni Festival” si apre con una prima serata lunghissima. La musica, ma anche le parole, al centro della lunga maratona televisiva che emana già qualche piccolo verdetto, tra tante situazioni ed impostazioni di palco ancora da rivedere: Fiorello ha dato a Sanremo quello che Sanremo voleva da Fiorello. Mattatore irrefrenabile, ruba la scena a Claudio Baglioni (la gag sull’anteprima delle elezioni tra il pubblico dell’Ariston, su tutte), canta, intrattiene e fa passare in secondo piano il forfeit di Laura Pausini, bloccata per una laringite con performance rimandata alla finale di sabato. Lo showman siciliano ha ricordato il suo Sanremo del 1995 e scherzato sullo sparpagliamento dei Pooh in gara. Subito dopo Fiorello, gli applausi e i complimenti sono tutti per Pierfrancesco Favino, che non scopriamo certo all’Ariston, ma nel palco più pop dello spettacolo italiano ha acceso la scena con la sua verve e soprattutto con una sicurezza e una tranquillità difficilmente riscontrabile in un debuttante. Michelle Hunziker, invece, esordiente non era, ma è sembrato sin troppo confusa ed impicciata. Cosa rara per una veterana della scena come lei. Come nel 2007, ripetuto il momento familiare in eurovisione: undici anni fa il bacio ad Eros ed Aurora, stavolta tocca al marito Tommaso Trussardi che il bacio se lo becca dal vivo davanti alle telecamere.

Le canzoni: tre su tutte, ma non mancano altri spunti interessanti. Ron e il trio Vanoni-Bungaro-Pacifico sono l’eleganza della musica. Rosalino Cellemmare con “Almeno Pensami”, l’inedito di Lucio Dalla, fa chiudere gli occhi e ritornare allo stile del cantautore bolognese. La signora Vanoni, più in forma che mai ad 83 anni, con una esibizione raffinata e dai contenuti moderni, nonostante la carta di identità. Quasi già vincitori morali Lo Stato Sociale, la band romagnola nata nelle radio e che le radio già hanno adottato da tempo. La loro “Una vita in vacanza” è la prima hit di questo Sanremo e la nonnina-ballerina (anche lei 83 anni) ha già preso il posto della scimmia di Francesco Gabbani. Assolutamente promossi anche Max Gazzè con la sua lirica-favola “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, la sempre affascinante Nina Zilli che canta le donne senza annoiare con i luoghi comuni. Vibrante e di qualità il duetto Diodato e Roy Paci con “Adesso”. Ermal Meta e Fabrizio Moro con la canzone contro il terrorismo, “Non mi avete fatto niente”, confermano i favori del pronostico. Luca Barbarossa canta una Roma che non c’è più e a tratti ricorda Franco Califano. Con i “Capitani Coraggiosi”, Baglioni e Morandi, che omaggiano Luis Bacalov, Enzo Avitabile e Peppe Servillo vengono relegati a notte fonda e a livello di gradimento raccolgono meno di quanto hanno seminato. La loro lauda poesia sulle difficoltà quotidiane deve ancora assestarsi nel contesto festivaliero. La prima è andata. Tra musica e parole, il papillon ballerino di Baglioni e qualche gaffe di troppo della bella Michelle. Con quella scollatura, però, in molti non ci avranno nemmeno fatto caso.

LA PRIMA CLASSIFICA – In un Festival da “tutti insieme appassionatamente” fino alla fine, la prima serata ha regalato il primo odore di classifica. Le cinque serate non prevedono eliminazioni ma, fingeranno da “salvadanaio” per racimolare punti. I primi verdetti sono emessi dalla DEMOSCOPICA che avrà un peso del 30% sulla classifica finale. Questa la situazione. Hanno ottenuto un alto gradimento: NINA ZILLI, STATO SOCIALE, NOEMI, ANNALISA, MAX GAZZE’, ERMAL META & FABRIZIO MORO, RON. In zona “gialla”, una sorta di purgatorio per i pezzi che non hanno del tutto convinto ci sono: LUCA BARBAROSSA, MARIO BIONDI, THE KOLORS, ELIO E LE STORIE TESE, GIOVANNI CACCAMO, VANONI/PACIFICO/BUNGARO. A basso gradimento e in piena zona “inferno”, ci sono DECIBEL, DIODATO/PACI, RENZO RUBINO, AVITABILE E SERVILLO, VIBRAZIONI e tutti gli ex Pooh, FACCHINETTI/FOGLI e RED CANZIAN. Voti di demoscopica che non rispecchiamo totalmente quanto ascoltato in una prima serata che vede il Festival di Baglioni superare abbondantemente la sufficienza.  

LA SECONDA SERATA DI MERCOLEDI 7 FEBBRAIO: Riascoltiamo 10 Campioni ed entrano in scena le prime quattro Nuove Proposte che iniziano ad accumulare punti (LORENZO BAGLIONI, GIULIA CASIERI, MIRKOEILCANE, ALICE CAIROLI). Ritornano all’Ariston i ragazzi de Il Volo dopo il trionfo del 2015, per omaggiare Sergio Endrigo e duettare con Baglioni (“La Vita è Adesso”). Passerella anche per Biagio Antonacci che con il direttore artistico su muoverà sulle note di “Mille giorni di te e di me”. Arriva anche la coppia inedita Sting & Shaggy. Comicità con il Mago Forest e poi… Sua Televisionità Pippo Baudo, che celebra i 50 anni dal suo primo Festival di Sanremo.

servizio a cura di Vincenzo Lombardi – foto di Carlo Capodanno

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