I 60 ANNI DI ORNELLA MUTI, ICONA DI BELLEZZA, SUCCESSI E SEXY APPEAL

Autentica icona di bellezza, sensualità e fascino, due occhi a dir poco penetranti, Ornella Muti ha spento sessanta candeline lo scorso 9 marzo. Eppure, a guardarla bene, il tempo con lei, nonostante una vita come le montagne russe, è stato particolarmente generoso, perché non ha minimamente scalfito il suo innato splendore e il suo irresistibile sex appeal. Assolutamente intatto, poi, l’indiscutibile status di diva del cinema italiano, un titolo che, forse, condivide solo con la soave Monica Bellucci.

Ornella2Nata a Roma il 9 Marzo 1955 da padre napoletano e madre estone, la Muti – all’anagrafe Francesca Romana Rivelli – ha una sorella maggiore, Claudia, celebre interprete di fotoromanzi tra gli anni ’70 e ’80. Si è sposata due volte: con Alessio Orano (durato dal 1975 al 1981), da cui è nata la primogenita Naike e quello con Federico Fachinetti (suo marito dal 1988 al 1996), padre di Carolina e Andrea. Ha poi avuto una lunga storia con il medico Stefano Piccolo, mentre dal 2008 è legata all’imprenditore Fabrice Kerhervé. Ha due adorati nipoti, Akash (18 anni) dalla primogenita Naike e Alessandro (di pochi mesi) da Caroline. Naike ha inciso anche un disco, ma si fa più che altro notare per la sua mania di pubblicare su social selfie bollenti. Da diversi anni Ornella Muti ha abbracciato la religione buddista. L’attrice ha sempre tenuto molto al proprio percorso spirituale e proprio per questo, negli ultimi tempi, si è avvicinata anche ad altre filosofie.

Ornella1Per anni volto e simbolo del cinema italiano, ha girato quasi 200 pellicole ed ha debuttato al cinema a soli 14 anni. L’esordio con Damiano Damiani passando per Mario Monicelli, fino ad altri “mostri della regia” come Marco Ferreri a Dino Risi. Pochi anni fa, una rivista americana l’ha incoronata l’attrice di film di fantascienza più bella di ogni tempo (per Flash Gordon di Mike Hodges era la Principessa Aura, figlia di Max von Sydow). La Muti è anche finita sulla copertina di “Time” e a soli 28 anni quando arrivò ad Hollywood per consegnare l’Oscar al miglior film straniero. L’incontro professionalmente più importante nel 1974, l’anno di “Romanzo popolare” di Mario Monicelli, con Ugo Tognazzi. E se nel corso della sua carriera transiterà per Hollywood, passando dalle astronavi di Flash Gordon ai costumi dell’Odette di Marcel Proust in “Un amore di Swann” insieme a Jeremy Irons, Fanny Ardant, Alain Delon, le sue prove più significative resteranno quelle con i registi italiani, Marco Ferreri in primo luogo. Con “L’ultima donna” e “Storie d’ordinaria follia“, ha modo di affrontare due ruoli intensi, fino all’ultimo film girato con il regista, “Il futuro è donna” (1984). E ancora “Come una rosa al naso” di Franco Rossi, con Vittorio Gassman; “La stanza del vescovo” e “Primo amore“, entrambi di Dino Risi, nuovamente con Ugo Tognazzi. Grandi consensi di pubblico e critica per “I nuovi mostri” di Monicelli-Risi-Scola, candidato al Premio Oscar quale Miglior film straniero nel 1978. Nel 1982 viene scelta come madrina per consegnare a Los Angeles durante la Notte degli Oscar (di una bellezza sconvolgente, aveva 28 anni) la statuetta al miglior film straniero vinto dalla pellicola Mephisto di Istvan Szabo con protagonista Klaus Maria Brandauer. Poi tanta commedia popolare (i record al botteghino con Adriano Celentano e Francesco Nuti fino all’incontro con Carlo Verdone), la fiction e la pubblicità. Dici Ornella Muti e si pensa immediatamente alla grande bellezza italiana. Spente le 60 candeline, Ornella Muti resta ancora un’autentica icona di bellezza e sexy appeal ed anche i canali Sky Cinema in questi giorni mandano in onda una rassegna a lei dedicata, composta dai titoli più famosi interpretati dall’attrice.

servizio a cura di Saverio Albanese

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