L’ULTIMO NATALE DI GEORGE MICHAEL. E’ MORTO IL FONDATORE DEGLI WHAM, ICONA DEL POP. AVEVA 53 ANNNI

Persona di estrema intelligenza farcita di inesauribile ironia, sempre determinato nelle sue battaglie (anche discografiche…lui che aveva i ponti d’oro ai suoi piedi, ma non si abbassava a certe logiche commerciali, memorabili i litigi con i dirigenti della Sony…), ma allo stesso tempo fragile e sensibile. Combatteva da qualche anno contro i più terribile dei mali: la depressione

 

Il destino in una canzone. Nel giorno in cui uno dei brani per eccellenza del periodo natalizio, “Last Christmas“, risuona in milioni di riproduzioni, ci lascia il suo storico interprete, nonchè icona di quella pop generation britannica che negli anni 80 diede vita a decina di successi da classifica e non solo. George Michael è morto a 53 anni nella sua casa di Londra. Una insufficienza cardiaca. Questo hanno immediatamente riferito le fonti vicino all’artista. Da escludere, al momento, altre circostanze sospette. Michael, il cui vero nome era Georgios Kyriacos Panayiotou ed era nato nel nord di Londra, ha venduto oltre 100 milioni di copie in una carriera durata quasi quattro decenni. All’inizio di dicembre aveva annunciato di essere al lavoro su un nuovo album. Nel 2011 il cantante aveva rinviato una serie di concerti dopo un ricovero in ospedale per una grave polmonite. Al suo ritorno a casa, raccontò in lacrime di essere stato a un passo dalla morte. Nel 2014 era stato in rehab per la sua dipendenza dal crack.

last george

Gli Wham!, il duo di George Michael e del chitarrista Andrew Ridgeley, è stato il primo gruppo pop occidentale a esibirsi nella Cina comunista, Paese allora ancora molto chiuso verso l’esterno. Ridgeley e Michael diedero due concerti, a Pechino e a Guangzhou, nel mese di aprile 1985, quando, insieme, erano al culmine della fama in Europa, dove avevano conquistato legioni di fan adolescenti riportando nelle canzoni, nel pieno dell’esplosione post punk, la melodia. Prima del tour, comunque, il duo era noto a poche persone in Cina: alcuni avevano sentito i loro successi attraverso la radio di Hong Kong o ascoltando musicassette di amici stranieri che studiavano presso l’università di Pechino. Ma il manager del gruppo, Simon Napier-Bell, vinse quella personale sfida, in due anni di intensi sforzi e incontrando centinaia di membri del governo cinese, spesso in infiniti banchetti.Nel 1986 gli Wham! si sciolsero e George Michael intraprese una carriera solista così clamorosa che gli permise di cancellare con un colpo di spugna l’esperienza precedente. Indimenticabili gli inizi con un duetto con Aretha Franklin, che gli consentì di scalare le classifiche americane. Icona del pop Anni 80 e 90, suoi sono successi come “Wake me up before you go-go“, “Careless Whisper“, “Young guns (Go for it)” e “Freedom“. Ha venduto oltre 100 milioni di album nel mondo; ha guadagnato numerosi Grammy e American Music Awards; ha duettato, oltre che con Aretha Franklin, anche con Ray Charles e Luciano Pavarotti. George Michael è stato un talento puro, un artista dal talento e dalla personalità forte, il paladino delle grandi cause, l’eroe che si buttava nel fuoco per le cose in cui credeva. Persona di estrema intelligenza farcita di inesauribile ironia, sempre determinato nelle sue battaglie (anche discografiche…lui che aveva i ponti d’oro ai suoi piedi, ma non si abbassava a certe logiche commerciali, memorabili i litigi con i dirigenti della Sony…), ma allo stesso tempo fragile e sensibile. Sempre elegante e raffinato, dotato di voce stupenda, una penna piena di inchiostro che aveva tante cose da mettere nero su bianco, tante melodie da donare. Negli ultimi anni stava combattendo contro il più terribile dei mali: la depressione.

Un 2016 nefasto e a tratti orribile, per il numero, ma soprattutto per lo spessore di grandi artisti che ci hanno lasciato. Come non citare David Bowie, Prince, Glann Frey (fondatore degli Eagles), Maurice White (fondatore degli Earth, Wind e Fire), l’attore Gene Wilder, Pete Burns, Leonard Cohen. Senza dimenticare i ‘nostri’ Bud Spencer, Ettore Scola, Umberto Eco, Luciano Rispoli, Dario Fo e Anna Marchesini. Tanta commozione e dispiacere anche per l’ultimo saluto a don Antonio Polese, il famoso “Boss delle Cerimonie“.

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