SANREMO, CHE RIVOLUZIONE. IL RAP DI MAHMOOD VINCE IL FESTIVAL. ACCLAMAZIONE PER LA BERTE’, DELUSIONE ULTIMO: TUTTI I PREMI!

FISCHI, POLEMICHE E SORPRESE. MAHMOOD VINCE SANREMO 2019! SILVESTRI FA INCETTA DI PREMI  LOREDANA BERTE’ VINCITRICE MORALE, IL RAP BATTE IL POP. QUINTO POSTO PER SIMONE CRISTICCHI. CLAUDIO BAGLIONI HA CAMBIATO LA RASSEGNA.

Fischi, disapprovazione, delusione, l’odore del miracolo che si annusa, il miracolo che si compie. Alessandro Mahmood vince il 69° Festival di Sanremo. Doveva essere il Sanremo della rivoluzione e più rivoluzione dell’ultimo atto non poteva esserci. Nell’ordine: il favorito Cristicchi finisce al quinto posto, la regina di questo Festival, Loredana Bertè, chiude al quarto e l’Ariston insorge per oltre due minuti. Il pubblico non digerisce che una delle protagoniste più amate sia addirittura fuori dal podio. Però nella tris finale c’è Mahmood ed è sorpresa vera.
Il ragazzo che a dicembre vinceva “Sanremo Giovani”, dopo meno di due mesi scrive il suo nome nell’albo d’oro del Festival con il brano “Soldi” con buona pace di Salvini (oltre il 46% dei voti per il trionfatore). Una vittoria in crescendo. Poco intercettata alla prima esibizione, portata in alto dal voto dei giornalisti, consacrata al televoto contro due mostri come Ultimo e Il Volo rispettivamente secondo e terzi con non poco rosicata. Ultimo sembra il grande sconfitto i tre tenorini fanno finta di apprezzare il verdetto.
Nato a Milano, 27 anni, madre italiana, padre egiziano, Mahmood ha già confermato la sua presenza all’EuroSong Contest di Telaviv a maggio. La sua prima apparizione televisiva è nel 2012 con la partecipazione alla sesta edizione di X Factor, Nel 2015 ha scritto il brano Dimentica con cui ha vinto il concorso Area Sanremo. Nel 2106 ha presentato il brano in gara nella sezione giovani del Festival di Sanremo. Il Festival nel suo destino, da oggi ancora di più.

Facciamo subito una premessa. Claudio Baglioni ha vinto la sua scommessa. Dobbiamo dare atto al direttore artistico di aver creato quell’armonia a lui tanto cara attraverso la musica e il giusto amalgama tra le nuove generazioni e quella tradizione che al Festival non va mai rinnegata. Una rassegna coraggiosa (nonostante tanti errori tecnici, scalette non proprio assemblate con saggezza, imbarazzi tra i conduttori e uno stuolo incalcolabile di cantanti ed ospiti provenienti dallo stesso management) e una scommessa per certi versi più difficile dell’anno scorso. Un Sanremo più che positivo atteso, ora, dal verdetto delle classifiche e dei concerti. Con gli ascolti leggermente in calo rispetto ad un anno fa, Baglioni si è concentrato sull’allestimento musicale dei suoi BIG, aprendo la porta dell’Ariston alle moderne influenze che, in gran parte, non hanno deluso. Lo stesso Baglioni ha affermato senza giri di parole che avrebbe piacere di tornare per la terza volta a Sanremo per abbassare ancora di più l’età media del cast (e verosimilmente anche dei BIG. Ventiquattro sono davvero un’infinità…) e chiudere un percorso da dove sarà difficile tornare indietro. Il “dirottatore” artistico ha creato un nuovo Festival dove è più voglia dei Mahmood che delle Irene Fornaciari.

Detto questo: Mahmood rivoluziona il Festival. Il derby romano Cristicchi-Silvestri fa il vuoto negli altri riconoscimenti. Il Premio della Critica “Mia Martini” va a Daniele Silvestri che da subito ha dato uno scossone alla platea con la sua “Argentovivo” che ci ha fatto conoscere il rapper romano Rancore. Sfida all’ultimo voto con Simone Cristicchi (42 a 35 il risultato finale). Il Premio “Lucio Dalla” delle Radio vede ancora un raggiante Daniele Silvestri trionfare. Il riconoscimento “Sergio Endrigo” per la migliore interpretazione è per Simone Cristicchi che si aggiudica anche quello intitolato a “Giancarlo Bigazzi” assegnato dall’Orchestra del Festival. Sempre al brano “Argentovivo” di Daniele Silvestri va il riconoscimento “Sergio Bardotti” come miglior testo di questa edizione. La “Tim Music”, infine, premia Ultimo. La canzone “I Tuoi particolari” è la più scaricata di questa settimana. L’armonia ha rivoluzionato il Festival. Complimenti, signor Baglioni.

servizio a cura di Vincenzo Lombardi – foto di Carlo Capodanno

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