Terremoto, 73 morti ad Amatrice, Pescara del Tronto e Arquata

Terremoto Amatrice
La prima scossa alle 03.36, poi nel pomeriggio un’altra. Tre le scosse maggiori, nel Reatino e nelle Marche. Pescara del Tronto ed Arquata devastate.

Una devastazione ‘peggiore di quella dell’Aquila, mai vista una cosa così’. E’ la reazione dei soccorritori al lavoro nei paesi distrutti dal terremoto della scorsa notte che ha provocato, secondo l’ultimo bilancio ufficiale della Protezione Civile, 73 morti. ‘Qualche centinaio’ i feriti e un numero imprecisato di dispersi.

Nelle Marche, sono 1.500 le persone rimaste senza casa, perché distrutta o inagibile, nelle zone delle Marche devastate dal terremoto. Lo rende noto la Protezione civile regionale. La maggior parte dei senzatetto si concentra nel comune di Arquata del Tronto e della frazione di Pescara del Tronto, rasa al suolo. Verranno ospitati quasi tutti in tendopoli.

La terra intanto continua a tremare: un’altra violenta scossa, di magnitudo 4.9, è stata avvertita nel primo pomeriggio scatenando il panico. La scossa più forte, di magnitudo 6, era avvenuta invece alle 3.36 con epicentro vicino Accumoli (Rieti); una seconda di magnitudo 5.4 è stata registrata alle 4,33 con epicentro tra Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata)

Ad Amatrice e’ crollato anche lo storico Hotel Roma, nel centro storico della cittadina reatina, con diverse persone rimaste sepolte sotto le macerie, secondo quanto si apprende sul posto. Il Roma è un luogo celebre anche come ristorante per la amatriciana, il piatto che prende il nome dalla città.

Fra le vittime, secondo la Protezione Civile 53 si riferiscono alla zona di Amatrice ed Accumoli ed altre 20 al territorio di Arquata, nelle Marche. Fra gli altri, non ce l’hanno fatta un un piccolo di 4 anni di Amatrice, deceduto in ospedale ad Ascoli Piceno, ed una bimba di 18 mesi sorpresa dal terremoto, mentre dormiva, nella casa delle vacanze in cui si trovava con i genitori ad Arquata del Tronto. La mamma, originaria dell’Aquila, era scampata nel 2009 al sisma che aveva distrutto la sua città ed aveva deciso di trasferirsi ad Ascoli dopo quella terribile esperienza. Ad Amatrice si lavora per salvare un bimbo che chiede aiuto da sotto le macerie, ad Accumoli estratto vivo, fra gli applausi, un quarantenne romano. Pronte numerose tendopoli per gli scampati.

E ad Amatrice “c’e’ un bambino sotto le macerie, lo hanno sentito chiamare aiuto e stanno cercando di tirarlo fuori”. Lo ha detto  uno speleologo che sta partecipando ai soccorsi post terremoto. Nella stessa zona del centro dove si trova l’edificio crollato con il bimbo sotto le macerie – del quale non si conosce l’età – stamane sono stati estratti quattro cadaveri e due ragazze ancora vive.

E una nuova scossa di magnituto 4.9 ha colpito Arquata del Tronto . Vengono però segnalate molte persone sotto le macerie e il bilancio può salire. Delle vittime, dieci risultano ad Arquata e Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) e 28 in quelli di Amatrice e Accumoli (Rieti).

I paesi distrutti offrono scene apocalittiche, i soccorritori a Pescara del Tronto descrivono una situazione ‘mai vista’, ed anche la presidente della Camera Boldrini, giunta sul posto, commenta: ‘Non c’è più nulla, sembra un bombardamento’. Il presidente del Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, Fabio Tortorici, spiega da parte sua che in Italia si verificano scosse di magnitudo superiore a 6.3 ‘ogni 15 anni circa’, invita ad una ‘cultura diffusa’ della prevenzione sismica e osserva che gli edifici costruiti dopo il 2008 ‘hanno resistito meglio’.

Nella zona colpita sono arrivati il capo della Protezione Civile Curcio ed il ministro Delrio che assicura: ‘Troveremo le risorse per il post-terremoto, ce la faremo’. E intanto è rientrato a Roma da Palermo il presidente della Repubblica Mattarella. Il Papa ha rinviato la catechesi prevista nell’udienza del mercoledì. Lutto anche per lo sport, Malagò (Coni) annuncia ‘un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni sportive’. Dal mondo dell’economia, L’Abi invita le banche a sospendere il pagamento delle rete dei mutui per gli immobili danneggiati. Confindustria si dice ‘pronta a garantire supporto per affrontare l’emergenza e la ripresa’. Attivo il numero telefonico 45500 per donare due euro – via sms o chiamata da rete fissa – a sostegno delle popolazioni colpite.
Fonte Ansa

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